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COME FARE LA VERTICALE

di Carmine Luppino

 

La verticale è un rovesciamento che prevede una rotazione di 180° sul piano sagittale. Può essere di passaggio (come posizione intermedia di un altro movimento), tenta (come posizione statica) o essere abbinata a delle rotazioni attorno all’asse longitudinale. E’ un elemento fondamentale in quanto moltissimi elementi della ginnastica eseguiti non solo al suolo ma anche agli altri attrezzi ne presuppongono il passaggio e quindi la conoscenza: inoltre, una volta acquisita la tecnica di base, variandone la partenza o l’arrivo può diventare un ottimo esercizio di potenziamento muscolare, nonché di tenuta. (fig. 72)

Tecnica
Dalla stazione eretta, braccia in alto, eseguire un affondo avanti: elevando dietro la gamba libera ed inclinando il corpo avanti posare le mani al suolo in presa palmare a passo normale e, quindi, con una azione coordinata di spinta del piede di appoggio e di slancio della gamba libera, raggiungere la posizione di appoggio ritto rovesciato.
Nella verticale di passaggio il corpo deve essere in tenuta ed avere tutti i segmenti allineati compreso il capo che è tra le braccia e, grazie alla costante spinta delle spalle verso l’alto, risulta in massimo allungo (fig. 73). Importante è puntualizzare che la posa delle mani deve avvenire mantenendo le braccia in linea con il busto per evitare che la chiusura dell’angolo arti superiori/busto porti ad uno sbilanciamento avanti delle spalle. Per tornare alla stazione eretta si esegue il movimento inverso alla salita: si divaricano gli arti inferiori sul piano sagittale e si riportano al suolo per arrivare alla stazione eretta in posizione di affondo avanti, braccia in alto. Queste sono le posizioni di partenza e di arrivo più comunemente usate, ma la partenza può essere anche di forza anziché di slancio e dalla verticale si può anche scendere eseguendo una capovolta avanti o un ponte. Gli errori più comuni sono: insufficiente affondo avanti della gamba di spinta; posa troppo vicina alle mani; piegare le braccia o andare spalle avanti; riunita anticipata degli arti inferiori; mancanza di tenuta (corpo arcato o squadrato).

Assistenza
L’assistenza energetica viene effettuata in fase iniziale di apprendimento per lasciare poi posto a quella di tipo geometrico. La prima vede l’insegnante posto a fianco dell’allieva dalla parte della gamba di spinta con una mano tra l’addome e la coscia di quest’ultima per facilitare l’azione propulsiva dell’arto interessato, e con l’altra mano sulla spalla per evitarne l’avanzamento o per sostenere un eventuale piegamento delle braccia (fig. 74a) L’assistenza
geometrica si effettua lateralmente all’allieva dalla parte della gamba di slancio e afferrandola con entrambe le mani per guidarla nella sua traiettoria (fig. 74b). Quando si vuol far mantenere la posizione, le mani dell’insegnante sostengono il corpo dalle cosce (fig. 74c)

Didattica
La preparazione fisica per la verticale prevede: il potenziamento degli arti superiori che devono sopportare il peso del corpo; il miglioramento della tenuta. Ciò a cui bisogna abituare le allieve è il graduale carico sugli arti superiori ritti. A questo scopo risulteranno utili tutte le andature quadrupediche sia in avanti che all’indietro con spostamenti sia successivi che simultanei degli arti; ogni esercizio può essere richiesto sia in forma veloce (per abituare alla reattività di spalle e senza ovviamente curare l’ampiezza del movimento), oppure ricercando il massimo delle spinte degli arti superiori ed inferiori riducendo la velocità di esecuzione (fig. 75). Le andature diventeranno gradualmente su tre appoggi ed infine su due. Quando il lavoro sugli arti superiori è stato impostato, si passa alla sensibilizzazione dell’allineamento dei segmenti corporei a corpo rovesciato. L’allineamento all’inizio sarà parziale e prevederà quello delle mani-spalle-bacino che potrà essere sentito poggiando i piedi contro la spalliera o contro un qualsiasi altro piano rialzato (fig. 76). In un secondo momento si richiederà anche l’allineamento di un arto inferiore mantenendo l’altro in appoggio e successivamente verranno allineati ambedue gli arti inferiori (fig. 77). La coordinazione dell’azione di slancio e spinta degli arti inferiori si può far acquisire partendo con il corpo inclinato avanti e con le mani in appoggio al suolo. L’allieva, partendo fronte alla spalliera ricoperta da un tappeto, cercherà con spinte ripetute della gamba in appoggio di elevare al massimo il corpo e di toccare con la gamba di slancio il tappeto (fig. 78). L’esecuzione di questo esercizio potrà poi prevedere sia la partenza che l’arrivo alla stazione eretta per inserire anche la spinta di spalle necessaria per il ritorno. In questi due ultimi esercizi sarà bene inizialmente non richiedere la riunita della gamba di spinta a quella di slancio, ma ricercare ancora la verticale con una sola gamba. In caso, infatti, di una spinta insufficiente dell’arto in appoggio, il corpo non verrebbe allineato alle spalle e la riunita degli arti non farebbe altro che aumentare il carico con conseguente ritorno al suolo. Infine si richiederà la verticale completa (con la riunita degli arti in verticale); essa può essere eseguita sia partendo con la fronte alla spalliera per coordinare tutte le azioni, oppure con il dorso, salendo i gradi della spalliera, per migliorare o correggere l’allineamento dei segmenti corporei (fig. 79a-b).

collaborazione di Roberta De Pero